Disney Silly Symphonies: La danza degli scheletri

(Qui trovate un approfondimento sulle Sinfonie Allegre)

INTRODUZIONE
Skeleton Dance rappresenta il primo cortometraggio della serie delle Silly Symphonies, prodotto e diretto nel 1929 dallo stesso Walt Disney, con l’aiuto di Ub Iwerks, Wilfred Jackson e Les Clark per le animazioni.
Ancora oggi questo piccolo cartone di 5 minuti, rappresenta una grande tappa formativa per lo sviluppo del mondo dell’animazione, fa un certo effetto pensare che sono passati quasi 100 anni dalla sua prima proiezione.
L’idea nasce dall’immaginazione di Carl Stalling e dal desiderio di Walt di sperimentare qualcosa di diverso dai suoi lavori precedenti, in particolare ad affascinarlo erano i lavori che fondevano musica e animazione, cosa per cui la Disney è famosa ancora oggi.
Delle musiche si è occupato lo stesso Stalling, mentre il tema che accompagna la macabra danza è ‘La marcia dei Troll’ del compositore norvegese Edvard Grief.

(Alla fine trovate il link agli altri corti della serie)

COMINCIAMO
I giganteschi oggi sgranati di un gufo appollaiato su di un ramo ed illumiato da una spettrale luna piena, ci danno il benvenuto in questo corto.
Le fronde degli alberi vengono spazzate via dalla furia del vento e si muovono come artigli pronti a ghermire ogni cosa che gli si avvicini.
Tra cani che ululano e gatti che combattono tra di loro, il primo scheletro fà la sua comparsa nel cimitero.
Inizialmente il mucchio di ossa si aggira solitario avanti e indietro per la tombe, l’andatura è cauta e lenta ma mano a mano che prosegue il tragitto, il passo si fà più sicuro e si intravedono anche dei brevi saltelli.

Dopo aver azzittito per bene un gufo gli scheletri diventano 4 ed inizia la vera e propria danza.
(L’ultima volta che ho visto uno scheletro usare così bene la testa era su Medievil)
Nell’onirica coreografia, i resti umani si muovono con una scioltezza incredibile, (neanche Celentano è così molleggiato) tra ruote, salterini, gatti usati come violini e la fantastica scena dello xilofono, le ore passano.
Infine, il suono del canto del gallo decreta il termine della notte e l’arrivo del sole.
Questo per gli scheletri è un problema, infatti i mostruosi ammassi di calcio possono uscire dalle loro tombe solo durante il periodo notturno.
In tutta fretta, i 4 ballerini si uniscono per formare una sorta di abominevole cavallo scheletrico e corrono al più vicino riparo, dove resteranno confinati fino al sorgere della prossima luna.

CONSIDERAZIONI
Importante, non mi viene altra definizione, veramente un cortometraggio importante.
Per me che adoro i corti e l’animazione tradizione una cosa del genere è oro.
Abbiamo certe sequenze da brividi, in particolare la parte iniziale con il primo scheletro che salta dalla tomba verso lo spettatore e nel passaggio si vedono tutte le vertebre balzarci addosso come in una sorta di rudimentale 3D.

P.S. Dopo questo corto, nell’immaginario colletivo lo xilofono rimarrà indissolubilmente legato al suono delle ossa.

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Grazie per la lettura

(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

4 commenti

  1. Spettacolare!
    E rese di massa cose già in auge nell’ultimo Ottocento (come Disney ha fatto anche con altre cose, tipo «L’Apprendista stregone» o i castelli di Ludwig II von Wittelsbach, oppure le versioni delle fiabe di Andrew Lang): lo xilofono usato per le ossa era uno stilema usatissimo da Camille Saint-Saëns (e da lì proviene: la marcia dei troll, dai «Pezzi lirici» di Grieg, è scritto per il solo pianoforte!)

    Piace a 1 persona

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