Disney Silly Symphonies: Quando torna Primavera

(Qui trovate un approfondimento sulle Sinfonie Allegre)

INTRODUZIONE
Terzo corto relativo alle Silly Shymphonies, dal titolo ‘Quando torna Primavera’ (in originale Springtime) venne trasmesso nelle sale cinematografiche nell’Ottobre del 1929.
(Solo un mese dopo il suo predecessore Toreador senza paura)
Abbiamo il solito team di sviluppo, Carl Stalling alla colonna sonora, Walt Disney alla regia e Ub Iwerks con gli altri alle animazioni.
(Praticamente per i primi anni, il team di sviluppo sarà sempre lo stesso, i cambiamenti sostanziali arriveranno dopo qualche tempo con il passaggio di testimone di Disney per quanto riguarda la parte di regia)

(Alla fine trovate il link agli altri corti della serie)

COMINCIAMO
Come da titoli, il corto celebra l’arrivo della primavera e il risveglio della vita.
Ci troviamo nei pressi di uno stagno, la fauna e flora locale inizia a riprendersi e si gode il cambio di clima.
Come di consueto per la serie, al centro dell’azione abbiamo il ballo e la musica, ogni organismo è vivo e sprizzo gioia ovunque.
Le margherite, le coccinelle, i grilli e le cornacchie sono tutte parte dello stesso ciclo vitale, ognuno preda ma allo stesso tempo è predato, in fondo è il ciclo naturale della vita.
(Questo lo vediamo anche con i 4 pulcini, che anche se appena nati, si uniscono alla celebrazione iniziando loro stessi a ballare)

Grandi protagoniste del cortometraggio sono le rane, queste vivono indisturbate e senza particolare problemi, si mangiano le cavallette, ballano,usano le tartarughe come tamburi, saltano a destra e manca e vanno praticametne quello che desiderano.
In pratica sono i boss del laghetto.

Come dicevamo anche sopra, è vero che la primavera ha riportato la vita nell’ecosistema ma è anche vero che tutti i suoi abitanti sono collegati tra di loro dal naturale ciclo di preda/predatore e i nostri anfibi non fanno certo eccezione alla regola.
Ecco che mimetizzato tra le arbusti fà la sua comparsa un’uccello acquatico.
(Non sò se gli animatori volessero rappresentare una specie definita, così su due piedi mi hanno fatto pensare a un fenicottero o simile ma potrebbe anche essere un semplice volatine casuale)
L’animale lentamente si avvicina al gruppo di rane che continua bellamente a ballarsela sotto i raggi del sole, qui assistiamo al più palese caso di “il grande mangia il piccolo” e tra ranocchie matrioska, salti improbabili e corse impossibilisulle tartarughe, anche la nostre amiche finiscono per far parte del menu di un’animale più grande.

C’è un’ultimo particolare, come quasi a ribadire un naturale “chi la fa l’aspetti” l’uccello felice e sazio se la gode e questa volta è lui stesso a ballare bellamente sotto i raggi del sole, se non fosse che saltellando sulle pozzanghere finisce per fracassarsi al suolo e venire inghiottito dall’acqua.

CONSIDERAZIONI
Anche questa volta assistiamo ad una piccola gemma, fantasia e inventiva oltre ogni limite.
Ben due scene con lo stile che piace a me, quelle con la telecamera fissa di fronte allo spettatore e i personaggi che vi corrono addosso.

Molto interessante anche l’esperimento sul riflesso delle figure in acqua con la rana che balla sul tronco.
Curiosità
Il destino vuole che il corto uscì lo stesso giorno di quello che fù ricordato come il peggior crollo della borsa degli Stati Uniti, il Giovedì Nero.

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(non so scrivere, faccio un sacco di errori,
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

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