Disney Silly Symphonies: Il Leone e i Cannibali

(Qui trovate un approfondimento sulle Sinfonie Allegre)

INTRODUZIONE
Ottavo corto delle Silly Symphonies “Il leone e i cannibali” in originale si chiama Cannibal Capers e fu distribuito nel Marzo del 1930.
Da questo lavoro assisteremo ai primi cambiamenti sostanziali al team di sviluppo, per cominciare il testimone della regia viene passato dai classici Walt e Iwerks a Burt Gillet.
Oltre a lui abbiamo diversi nuovi animatori e sceneggiatori come il premio Oscar Ben Sharpsteen e lo storico fumettista Floyd Gottfredson (tra gli altri è stato papà di Eta Beta).

(Alla fine trovate il link agli altri corti della serie)

COMINCIAMO
Il cortometraggio si apre con la danza propiziatoria di una tribù guerriera.
I classici ritmi tribali dei tamburi vengono alternati da alcuni sprazzi di musica classica.
Come la Carmen suonata con dei teschi umani al posto delle nacchere …. macabro as fuck.
Tutto procede per il meglio, i preparativi per il pasto sono quasi pronti quando una tartaruga sopraggiunge e “sfida” uno dei guerrieri a una battle a colpi di danza.

Per poco il malcapitato non viene mangiato vivo a causa dello scudo sul dorso che lo faceva apparire a tutti gli ettetti come una testuggine.
A salvarlo arriva un leone che con il suo possente ruggito fà scappare tutti i novelli cuochi.
In realtà la salvezza è solo temporanea perchè tempo venti secondi che il leone stesso si trasforma in Carlo Cracco e inizia a mescolare gli ingredienti nel pentolone.

L’ingrediente principale è proprio lo stesso guerriero che stava per diventare stufato di tartaruga.
Il poveretto non ha un minuto di tregua e anche questa volta richia la pelle.
Il leone tenta in tutti i modi mangiarsi il malcapitato ma ogni volta quest’ultimo riesce salvarsi schivando gli artigli dell’enorme animale.
(Enorme per davvero, nella scena con il cucchiaio sembra che sia altro tipo 4 metri)

La situazione non sembra migliorare, ora il guerriero viene inseguito in lungo e in largo dall’animale.
Per quanto l’uomo possa correre veloce, le fauci della bestia sono sempre ad un passo da lui.
Un solo passo falso potrebbe voler dire ritrovarsi una presa d’aria a forma di artiglio sul corpo.
Ecco che però la fortuna entra in gioco, l’animale infatti perde la sua dentiera la quale viene raccolta dal guerriero.
Ora la situazione è completamente ribaltata, è il leone a dover scappare a zampe levate.
Dopo aver scacciato la bestia (che a quanto pare sotto la pelliccia indossava un pigiamone con i calzini) l’uomo diventa il nuovo eroe della tribù e viene portato in tripudio dai suoi compagni.

CONSIDERAZIONI
Anche qui abbiamo una di quelle scene stile Disney che piacciono a me, quella con il primo piano del leone che ruggisce e si avvicina alla telecamera come se volesse saltar fuori dallo schermo.
(Si tratta della scena che vi lascio come immagine di copertina per l’articolo)
Animazioni sempre assurdamente fluide e ben fatte per l’epoca.
(Anche se, a dire il vero anche per gli standard di oggi non sono bruttissime, guardando certe serie animate recenti si vedono robe scandalose con i frame che si contano ad occhio nudo)

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(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

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