The Walking Dead: vol 69 L’ultimo passo

Ci siamo, è lui, il volume 69 di The Walking Dead edizione SaldaPress.
Siamo ad un passo dalla fine, tutti questi anni di lettura culmineranno nel giro di poche decine di pagine.
(Mi fa uno strano effetto come cosa)
Sul finale del volume precedente eravamo rimasti ad un secondo dall’apocalisse.
(Un’altra apocalisse, come se non ce ne fossero già abbastanza)
Rick da una parte Pamela dall’altra, lo scontro porterebbe alla morte di innumerevoli persone che, per quello che ne sappiamo, potrebbero essere le ultime vive sulla terra.
Ma nel profondo nessuno vuole altri morti.

(Alla fine trovate il link agli altri volumi)

Ed ecco che parte alla carica, il nostro ex-sceriffo e paladino della giustizia prende la parola.
Parte il classico discorsone da Rick, possiamo fare meglio, possiamo volerci bene a vicenda e possiamo creare un mondo migliore dove prosperare lontano dai morti.
Con anche l’inversione della sua frase iconica “Noi siamo i morti viventi”, che ora si trasforma in “Noi NON siamo i morti viventi”.
La cosa ha effetto, tutti i cittadini sembrano essere spronati a fare di più ed una volta arrestato il governatore, tutti (tranne Sebastian) si mettono a lavorare insieme per ripulire la città dai cadaveri degli zombie.

Successivamente vediamo un colloquio tra Rick e Pamela.
Da dietro le sbarre della cella la donna non sembra aver voluto abbandonare i suoi ideali ma l’uomo decide ugualmente di essere magnanimo e liberarla.
(Non mi è piaciuta un granchè questa parte, sembrava quasi che volessere costringere il lettore ad odiare Pamela ma onestamente non mi è mai sembrata così malvagia come la descrivono, si ha sbagliato in certi aspetti, è stata arrogante con alcune decisioni ma è infinite volte meglio degli altri capi che avevamo visto durante la serie. Governare una cittadina da 50mila abitanti in piena fine del mondo non è facile, onestamente non credo che Rick avrebbe fatto molto meglio, anzi se non fosse per i suoi discorsoni, magari ora in cella ci sarebbe lui)

Ci spostiamo alla sera, ora è tutto più calmo e la gente sembra serena.
Mentre tutti dormono però, arriva la stangata finale, che cambia tutto.
Sebastian arrabbiato, esasperato e spaventato, entra in camera di Rick con una pistola e pone fine alla vita dell’uomo.
La mattina seguente tutto ciò che resta di lui è un mostro che viene ucciso da Carl.
Tutto finisce così, tra le lacrime e la disperazione di un figlio e di una cominità che prepara i bagagli e si mette in marcia per andare a rendere omaggio al proprio leader.
Purtroppo per Carl questo sembra essere troppo, il ragazzo è spezzato nel profondo, tutti i discorsi sulla politica e sul futuro vanno farsi fottere e passano in secondo piano quando hai un dolore così grande dentro di te.
(Bello il modo in cui Carl ha mantenuto la calma parlando con Pamela, ha dimostrato come bisogna comportarsi per essere persone migliori)

CONSIDERAZIONI
Nei commenti agli scorsi volumi avevo provato a spiegare quello che avrei voluto per il finale e dare un parere sulla questione di come poter cambiare le cose ma mi rendo conto che uscivano pipponi pochi chiari e intricati.
In realtà anche per questo articolo avevo scritto una cosa simile.
(Solo quello erano sulle 1000 parole ma per ora lo cancello)
In breve, non credo nella bontà umana ma non per un fattore psicologico ma per uno evolutivo.
L’invidia, l’odio e approfittarsi degli altri sono cose certamente brutte ma sono radicate in ogni creatura vivente, sono meccanismi naturali per garantirsi la sopravvivenza di branco.
Quindi non credo che il piano di Rick possa avere effetto, non puoi cambiare il mondo, magari per qualche decina d’anni puoi creare un mondo migliore ma poi gli agi e le comodità prenderanno il sopravvento, spingendo la gente a smettere di essere altruista.

Si ritornerà alla società moderna con i suoi problemi di disparità.
La stessa cosa era capitata a Rick quando stava formando il suo avamposto ed alcune persone si rivoltarono contro di lui, in quel pezzo lui stesso è stato abbastanza stronzo e sarebbe potuto essere paragonato a Pamela.
(In realtà credo che tutta la cosa di Rick-Carl/Pamela-Sebastian sia un parallelismo per far vedere come sarebbero potuti diventare i due)
La gente si lamenterà sempre di chi comanda, perchè è più facile dare al colpa agli altri dei propri problemi invece di lavorare sodo per migliorare la propria posizione.

Devo dire che la scelta di far morire Rick è stata dolorosa ma necessaria, iniziava ad essere pesante e vedevo alcune indecisioni di scrittura in lui, nei numeri precedente con Dwight diceva che non esistono più buoni contro malvagi in quanto il Commonwealth ha problemi ma è costituito da brave persone, ora invece sembra esserci stata una regressione dove tutto si è risolto con un “è colpa di Pamela”.
Però ad onor del vero, devo dire che anche solo un minimo mi ha spinto a crederci, vorrei vedere il mondo sognato da Rick ma NON con il metodo che lui aveva in mente e vorrei seriamente essere io stesso più buono.

(Nel bene o nel male questo fumetto è riuscito a farmici pensare, è già un gran pregio)

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Grazie per la lettura

(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

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