That is the Bottleneck: Anime s1 ep3

INTRODUZIONE
Terzo episodio per “That is the Bottleneck” a volte lo troverete anche chiamato con il nome originale, “Soredake ga Neck“.
Questo slice of life racconta la vita quotidiana di un mini market e dei suoi peculiari dipendenti.
Tutto normale, stile sticom con qualche battuta, vari intrecci, gag, relazioni, approfondimento dei personaggi, ecc.ecc?
Non proprio, la serie è strana, ma non strano brutto, strano figo, con tinte horror macabre e parecchie potenzialità.
Alla regia abbiamo il solito Noboru IGUCHI mentre la serie è arrivata da noi grazie al fedele Crunchyroll di quartiere.

(Alla fine trovate il link agli altri episodi)

COMINCIAMO
La puntata si intitola “Il collo del Manager
Nelle puntate precedenti avevamo visto come ogni persona interagisca con Mutou, finisca inveitabilmente per scomparire.
Non sappiamo perchè e non sappiano che fine facciano queste persone.
I toni della serie sembrano voler suggerire un fine tragica, ma non è detto, potrebbe anche essere tutta un mega gag camuffata da horror.

Fino ad ora, ogni episodi ha visto un protagonista principale, che può essere un dipendente o un cliente del minimarket/conbini.
Questa volta tocca al Manager, sarebbe l’uomo che vediamo sempre con la mascherina.
(La mascherina non è condizionata dal fatto del recente virus, dovete sapere che nei paesi asiatici questa pratica è radicata nel costume società da decine di anni. Solitamente in queste regioni geografiche, è considerata buona educazione indossare la mascherina ogni volta che si hanno sintommi influenzali o raffreddori, così da non tirare germi in giro. Questa almeno è la linea generale, ovviamente i maleducati sono ovunque e non tutti la rispettano)

Ancora una volta sentiamo il Manager e Adam discutere sulla recente assenza di diversi colleghi e clienti abituali.
A quanto pare le persone scompaiono nel nulla, ma in compenso, gli onigiri vanno che è una bomba.
La gente stravede per la creazioni di Mutou.
Purtroppo per lui però, l’unica che sembra resistere al fascino di questi manicaretti è Tsukiko.
(Da come l’hanno fatto vedere, sembrava che Mutou abbia una cotta per la ragazza, ma vista la stranezza del personaggio, la sua frustrazione potrebbe dovuta semplicemente al fatto che qualcuno ha snobbato i suoi onigiri)

Torniamo dal Manager (lo chiamano sempre Manager o Capo, non ha un nome a quanto pare)
Scopriamo che l’uomo ha qualche problemino personale.
Il fatto di indossare la mascherino non è una necessità ma una compensazione per il suo strano modo di sorridere quando è nervoso.

Questo con gli anni l’ha costretto a tenere perennemente la bocca coperta, ora anche volendo, l’uomo non potrebbe più farne a meno.
Gli sono infatti rimasti degli evidenti segni di abbronzatura che lo imbarazzano troppo.
Ormai sembra che la cosa sia diventata la sua ossessione, ogni aspetto e opportunità della sua vita è stata condizionata da questo disagio interno.

A risollevare gli animi del boss, sopraggiunge Mutou.
L’omone disegna sulla mascherina del capo un sorriso stilizzato.
Tanto basta per far apparire l’uomo molto più simpatico e distoglierlo dai suoi cattivi pensieri.
(Bravo cazzo, non bisogna buttarsi giù)

Ma non pensate che sia finita qui, anche in questo episodio qualcuno finisce per vedere il volto di Mutou.
Povero sventurato, ormai la sua sorte è scritta.

CONSIDERAZIONI
Questa è stata abbastanza tranquilla come puntata.
Mi sta piacendo proprio questo anime, come ho sempre detto, la parte tecnica ha delle animazioni molto basilari ma a livello di scrittura risulta molto simpatica.
Anche in questo terzo cortometraggio, devo dire che è stata davvero carina la parte di caratterizzazione del Manager.
Sono bastati pochi minuti per darti un personaggio con delle motivazioni credibili.
In particolare, mi ha abbastanza toccato la parte in cui l’uomo rimpiange tutto il tempo perso dietro a fisse mentali.
Un po’ tutti abbiamo passato cose del genere, magari aspetti che odiamo di noi stessi e che ci impedivano di compiere determinate azioni.
Quando sei lì e ti fai prendere dallo sconforto, puoi convincerti che certe cose ti siano negate, ma non è così.
L’importante è non fermarsi e affrontare i problemi.

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(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

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