That is the Bottleneck: Anime s1 ep5

INTRODUZIONE
Oggi la bomba, iniziano le prime rivelazioni importanti.
Se non sapete di cosa stiamo parlando, siamo sempre al commento della serie animeThat is the Bottleneck (“Soredake ga Neck“) diretta da Noboru IGUCHI.
Se non sapete di cosa si tratta, oltre al raccomandarvi di andare a leggere il primo articolo relativo alla serie, vi faccio un piccolo riassunto:
Siamo davanti ad una serie di cortometraggi, graficamente molto semplici ma con una storia davvero interessante.
Si tratta di uno slice of life con elementi thriller e horror, incentrato sulle vite dei commessi e dei clienti di un minimarket in Giappone.
Qualcosa di strano sta avvenendo in quel conbini, forse omicidi, forse rapimenti, forse anche di peggio.

(Alla fine trovate il link agli altri episodi)

COMINCIAMO
La puntata di oggi è incentrata su Adam, il commesso con la capigliatura afro e dal temperamento riflessivo.
Tra quelli del negozio, dopo il Manager, lui rappresenta uno dei più anziani e dei più affidabili.

Anche se a vederlo da fuori può sembrare freddo ed impassibile, in realtà Adam ha diverse domande e perplessità che lo corrodono dall’interno, la maggior parte delle quali si concentrano sulla vera identità di Mutou.
Se ci avete fatto caso, la cosa poteva essere vista anche nelle puntate precedenti.
Più di una volta era infatti possibile vedere l’uomo seguire con lo sguardo i movimenti dell’omone con il volto coperto.

La puntata di oggi potremmo definirla come “l’episodi delle illuminazioni”, Adam stesso ne ha diverse.
La prima rivelazione è che la gente non ascolta quello che gli altri hanno da dire, non importa quanto sia importante, se non colpisce direttamente l’altra persona nessuno ti ascolterà.

Questo possiamo vederlo sia durante le lamentele di Adam sull’indossare la maschera della mascotte del negozio, (ma cosa sarebbe? una mega fetta di pane o un cappello di chef stilizzato?) sia durante tutte le volte che l’uomo ha esposto i suoi dubbi su Mutou.
In questo episodio tornano ancora Tsukiko e le sue amiche.
(Questo ci condurrà direttamente alla seconda illuminazione di Adam)

Mentre l’uomo riflette sulla situazione e su come Tsukiko sia l’unica persona a non spaventarsi vedendo il volto di Muotu, Adam capisce che in fondo il suo collega è un gran bravo ragazzo.
Quando serve è sempre pronto a svolgere i lavori più duri del locale, non si lamenta mai, è gentile e se vede un compagno in difficoltà è il primo a rivolgergli un gesto di gentilezza o a porgerli uno spuntino consolatorio.

Ora però, arriva il momento che aspettavamo da tanto.
Nell’oscurità dello stanzino, vediamo Adam trovarsi faccia a faccia con Mutou.
Ora per lui sarebbe uno scherzo alzare semplicemente lo sguardo per intravedere la misteriosa faccia del suo collega ma questo non accade e il desiderio di segretezza dell’uomo viene rispettato.
(Adam non lo sa, ma questo potrebbe avegli appena salvato la vita)
Noi spettatori invece, possiamo vedere chiaramente la vera natura di Mutou e di come il suo volto in realtà ….. non esista.

CONSIDERAZIONI
Saltiamo tutta la solita parte tecnica in cui parliamo di animazioni e particolari della realizzazione/regia e andiamo dirattamente al succo della questione.
Cioè, non ha la faccia?
Mutou è solo un collo?
Ok che questo darebbe senso al nome della serie ma perchè non ha la testa?
Quindi non è vero che uccide le persone e le trita per farci l’impasto del riso, è solo che le persone sono sconvolte dal vederlo per quello che è e non torna più in negozio.
Ma ….. non lo so, può sembrare una cavolata, ma mi intriga tantissimo, corro a vedere gli altri episodi, devo sapere come finisce.

(Ma quanto erano inquietanti quelle maschere delle mascotte del negozio? mi ricorda i conigli rosa di Dylan Dog, mi aspettavo che qualcuno tirasse fuori un coltello da un momento all’altro)

<– Episodio precedente | Episodio successivo –>

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(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

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