Piccoli Brividi: La Pendola del Destino

(Qui trovate un approfondimento sulla serie)

INTRODUZIONE
Eccoci arrivati a “La pendola del destino”, (in originale “The Cuckoo Clock of Doom”) dove assisteremo alla disperata lotta di Michael contro il tempo, se dovesse fallire, la storia verrà riscritta e lui non riuscirà mai a nascere.
Ma prima di iniziare il commento, se non conoscete questa serie, facciamo una piccola introduzione.
Tutto iniziò nel 1992 ad opera dello scrittore americano R. L. Stine.
Piccoli Brividi (Goosebumps in originale) è la collana di libri horror per ragazzi più popolare al mondo, metà delle persone nate tra gli anni 80 e 90 sono cresciute leggendo almeno uno di questi libri.
Ad oggi sono stati pubblicati più di 100 romanzi, una serie tv, (con un remake in arrivo a breve) 2 film, (di cui 1 con Jack Black), una serie di videogiochi e una quantità sterminata di gadget e collezionabili vari.
Ogni libro scritto da Stine è scollegato dai precedenti (tranne rari casi) e mostra uno stile narrativo molto scorrevole e piacevole, l’orrore all’interno non è mai esagerato e truculento.
Non si scade nel sangue e nella violenza gratis, ma invece c’è molta attenzione all’atmosfera e alla costruzione dell’ambiente attorno alla storia.
Anche se siete adulti, date una possibilità a qualcuno di questi lavori, vi faranno molta compagnia.

(Alla fine trovate il link agli altri libri della serie)

COMINCIAMO
Il protagonista è Michael Webstern, un normale ragazzo di 12 anni che deve vedersela con i classici problemi della vita.
Lo studio, la vita sociale, gli amici, i primi amori e ovviamente la perfida sorellina Tara di 7 anni che lo tormenta e si impegna per distruggere ogni cosa gli capiti sotto mano.

Nella prima parte del libro tutto scorre molto tranquillamente.
Una delle prime cose che vediamo, è il compleanno di Michael, purtroppo per lui, questa giornata non verrà ricordata come la migliore delle feste.
Al ragazzo accadde di tutto quel giorno, il suo regalo di compleanno fu subito rovinato, la torta di compleanno gli finì in faccia e per finir,e fu ridicolizzato e preso in giro da tutti i suoi invitati.
Tra cui anche Lisa, la ragazza per cui si era preso una cotta.
TUTTO PER COLPA DI TARA!

Ma prima, dobbiamo vedere come siamo arrivati fino a questo punto.
Da qui in poi, per diversi capitoli, ci vengono narrate le settimane subito precedenti all’infausto giorno del compleanno.
Anche questi, seppur in maniera minore, sono decisamente disastrosi.
Infatti, la vita del povero Michael è un’umiliazione continua, i suoi genitori lo incolpano di ogni cosa, i suoi compagni lo deridono o lo picchiano in continuazione e indovinate un pò di chi è la colpa?
SEMPRE DI TARA!

La piccola parassita di 7 anni ha la pellaccia dura e la mente acuta.
Ogni dispetto riesce sempre a colpire il fratello dove fa più male.
Poi un giorno tutto cambia.
A casa viene consegnato un orologio a pendolo.
Questo cimelio del passato, era da sempre nei desideri del padre di Michael, ma solo ora, dopo decine d’anni, l’uomo è riuscito ad aggiudicarselo.

C’è solo un piccolo problemino, a detta del venditore la pendola ha un difetto.
Ma quale sarà questo difetto?
Esplorando con lo sguardo non si nota nulla di strano, ma sapete come sono fissati i collezionisti, probabilmente si sarà trattato solo di una minuscola sbavatura estetica quasi invisibile.
O FORSE NO?

Fatto sta che qualcosa va storto, per via di un dispetto, Michael gira la testa del cucù e da quel momento in poi, il tempo inizia a scorrere al contrario.
Vi ricordate che prima vi avevo raccontato di come Stine racconta gli eventi precendenti al giorno del compleanno di Michael?
Qui la cosa torna utilissima perchè sappiamo già tutta la storia e possiamo goderci i tentativi del ragazzo per modificare il passato.
Purtroppo nulla ha effetto.
Per quanto il ragazzo si impegni, il risultato finale è sempre lo stesso ed ogni sua umiliazione finisce per riemergere dalle pieghe del tempo.

Inizialmente la cosa non era troppo un problema, ogni notte si tornava indietro di sole poche ora, ma poi assistiamo ad un salto di diversi anni.
La cosa inizia ad essere preoccupante, se continua così il ragazzo finirà per scomparire per sempre.
Cosa ancora peggiore, siamo a prima che la pendola sia acquistata dal padre di Michael, quindi l’unica possibilità è raggiungere il negozio di antiquariato mentre il ragazzo si trova ancora nel passato e raddrizzare la testa del cucù.

Cosa più facile a dirsi che a farsi, ogni volta il giovane diventa sempre più piccolo e scappare dai genitori è sempre più complicato.
Arriviamo al punto di non ritorno, Michael è ormai un infante a malapena capace di muovere qualche passo.
Questa volta però, il fato sembra voler dare una mano al nostro piccolo protagonista.
Durante l’ultimo giorno prima di venir cancellato dall’esistenza, i genitori di Michael si recano al negozio di antiquariato con il piccolo in carrozzella.
Qui assistiamo al miracolo e il tempo comincia nuovamente a scorrere come dovrebbe.
Unico particolare, Tara non è mai esistita, il “piccolo problema” alla pendola di cui avevamo parlato precedentemente era infatti la mancanza dell’anno di nascita della diabolica sorellina.
Meglio tornare nuovamente indietro nel tempo e rischiare o accontentarsi e godersi la vita senza la palla al piede?
Non lo sapremo mai.

CONSIDERAZIONI
Non abbiamo una vera e propria parte horror, ma ho amato la struttura del libro.
Stine ha questo stile molto chiaro e preciso, qui riesce ad affrontare un tema complesso come quello dei viaggi nel tempo, (è un po’ lo spauracchio degli scrittori, tutti si cimentano con i viaggi nel tempo ma veramente pochi riescono a farlo sensa cadere negli stereotipi o nei buchi di trama) in maniera lineare e senza farsi scappare nulla.
La parte iniziale in cui vengono presentati tutti i giorni precedenti al compleanno di Michael è super azzeccata e riesce ad intrecciarsi benissimo con la parte del viaggio a ritrovo nel tempo.
In più, i finali di Stine hanno sempre questo stile sospeso, in cui anche se la vicenda si conclude bene, c’è sempre qualcosa di storto.
Attenzione però, questo non in senso negativo, non è il classico finale sospeso perchè lo scrittore palesemente non sapeva dove sbattere la testa e voleva solo chiudere la vicenda.
Al contrario, si vede che qui è fatto intenzionalmente per lasciare al lettore il messaggio che l’orrore, una volta che ci si attacca addosso, non se ne va mai del tutto.

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Grazie per la lettura

(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

12 commenti

      • Praticamente è identico a come lo hai descritto tu. Forse l’unica differenza è che nel telefilm l’anno di nascita della sorella viene fatto saltare dal protagonista per caso, mentre riesce finalmente a riportare la testa del cucù a posto. Nel finale lui chiede ai genitori dove sia la sorella e loro chiedono “Quale sorella?” Al che lui pensa: “Potrei tornare indietro e sistemare le cose… Magari un giorno lo farò.”

        Piace a 1 persona

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