Don’t Call Us A JUNK GAME!: Anime s1 ep3

INTRODUZIONE
Oggi torniamo al commento di Don’t Call Us A JUNK GAME!.
Se non lo conoscete, si tratta di una serie di cortometraggi, il tutto è nato in versione novel ad opera di Omochisan per poi essere trasposto in versione anime con regia di Yuzo YAMAMOTO, produzione dello Studio Charaction e poi arrivare in Italia grazie a Crunchyroll.
(Abbiamo anche una versione manga con disegni di Nioshi NOA)

La storia fa da parodia vero il genere del videogioco di ruolo giapponese, in particolare noterete diverse somiglianze con i classici del genere come Dragon Quest e Final Fantasy.

Tutti i personaggi riprendono una delle classi disponibili in questo genere di gioco, abbiamo il guerriero, il giullare, il prete, la maga ecc.ecc. lo scopo dei nostri personaggi è riuscire, dall’interno, a modificare il gioco per sopperire alle mancanze della pigrizia dei programmatori.
La puntata si intitola, “Don’t Call Us A JUNK GAME!: Questa maid fa schifo!”

(Alla fine trovate il link agli altri episodi)

COMINCIAMO
Mina, la nuova arrivata nel party, mostra subito al mondo intero di cosa è capace in battaglia.
Stando a quanto detto dal Re, la ragazza è una semplice cameriera e non ha una grande forza, ma lei sembra convinta delle sue capacità.

Si dice che la ragazza sia stata addestrata dal capitano delle guardie reali in persona, questo significa che ha un talento nascosto?
Proprio no.

La ragazza è una pippa atomica, l’unica cosa di cui è capace è sventolare il suo coltello all’impazzata.
(Il che in realtà le si rivolta contro e finisce per ferire gli altri personaggi del gruppo)

Proprio quando le cose stavano iniziando ad ingranare e l’eroe stava per mettersi in viaggio verso la sua prima missione, la console si spegne.
Il giocatore avrà probabilmente deciso di prendersi una pausa dalla epica avventura, ma all’interno della cartuccia i personaggi continuano a discutere.

Ora che hanno tempo di riflettere, bisogna programmare le prossime tappe del gioco.
Si palesa Pyurius, il gran stregone alleato del male, il suo piano è quello di movimentare la parte iniziale con un bel combattimento scriptato.

Avete presente quali intendo?
Capita spesso che in questi giochi ci siano battaglie che in apparenza si svolgono normalmente ma che in realtà non possiamo in nessun modo vincere.
Questo di solito serve a mostrare la potenza schiacciante dei nemici e a farci capire quanto siamo ancora inesperti per la battaglia finale.

Anche se si perde però, il gioco continua.
Ma proprio quando tutto sembrava deciso, il giocatore riparte subito con il salvataggio.
(Ma ha spento per due minuti poi è tornato a giocare? neanche il tempo di andare in bagno)

CONSIDERAZIONI
Nella puntata viene nominata la cittadina di Lynx, onestamente non so se sia un riferimento all’Atari Lynx, ma onestamente non credo.
Se non la conoscete, l’
Atari Lynx è una console portatile del 1989 che rientra nella quarta generazione di videogiochi.

Questa macchina sviluppata dalla casa americana Atari, non ebbe il successo sperato e fu soppiantata dal primo GameBoy.
In realtà un po’ tutte le portatili dell’epoca non riuscirono a tenere il confronto con il mattoncino di casa Nintendo.

Questo fallimento può essere attribuito a diversi fattori, primo tra tutti la portabilità.
Il
GameBoy, tra tutte le console portatili dell’epoca, era l’unica realmente adatta ad essere portata in giro e usata durante i lunghi spostamenti in auto o treno.

Le altre erano decisamente molto superiori a livello grafico, hardware e software ma diventava tutto inutile viste le dimensioni e soprattutto, visto il grandissimo dispendio di batterie.
Il Gameboy infatti garantiva circa 30 ore di gioco con lo stesso paio di pile, le altre invece superavano raramente le 5/6 ore di autonomia.

Capite che la cosa era paradossale, se capitava di dover fare un viaggio in macchina di diverse ore, si era costretti a portarsi una decina di batterie di ricambio.
Quindi questo ancora una volta ci mostra come nel mondo dei
videogiochi
la grafica e la potenza sono sicuramente importanti e colpiscono l’occhio del giocatore, ma è tutto inutile se poi si sacrifica il divertimento.

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Grazie per la lettura

(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

4 commenti

  1. Si può intuire il disastro imminente dalla scelta di uno scontro scriptato, una piaga del mondo dei videogiochi: tu ti impegni a vincere, ma il gioco è truccato e stai solo sprecando fatica!
    Tanto varrebbe mettere una sequenza animata priva di interazione (breve, però, non quelle robe da dieci minuti o più che ogni tanto trovi nei giochi giapponesi).

    "Mi piace"

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