Oh, Suddenly Egyptian God: Anime s1 ep2 Un arrivo

(Approfondimento sulla serie)

INTRODUZIONE
Hola! Oggi si parte con il commento alla seconda puntata della serie Oh, Suddenly Egyptian God, (in italiano “All’improvviso, gli dei egizi”).
Se vi siete persi il primo episodio, (oltre a lasciarvi qui il link) vi faccio la nostra classica breve introduzione.
Qui abbiamo una serie anime di genere slice of life, disponibile su Crunchyroll e che punta molto sulla comicità nonsense.
Questi piccoli cortometraggi ci catapulteranno direttamente nel mondo delle divinità egizie.
I protagonisti sono proprio Anubis, Thot, Bastet, Medjed e tutti gli altri, tra una battuta e l’altra assisteremo alla parodia delle usanze e della mitologia dell’antico Egitto.
La regia è affidata a Katsuya Kikuchi mentre la produzione è dello Studio Typhoon Graphics.

(Alla fine trovate il link agli altri episodi)

COMINCIAMO
La puntata di oggi si intitola “All’improvviso, un arrivo | All’improvviso, Bastet”.
Ci troviamo a casa di Anubis.
Lui, Thot e Medjed stanno facendo un po’ di sana ginnastica, in fondo sono divinità, devono mantenere un certo tono muscolare per non rischiare di fare figuracce davanti ai mortali.
La casa del nostro sciacallo è inaspettatamente moderna ed accessoriata.
C’è tutto, il frigo, la lavatrice, la dispensa e il microonde, l’unico problema è che tutte queste cose sono completamente monopolizzate da un gatto con le maracas che appena vede Anubis inizia ad urlare a fare casino.

Si tratta proprio di lei, la divnità tra le più apprezzata dai popoli dell’antico Egitto.
BASTET! divinità molto legata alla figura delle donne, protettrice della fertilità e della casa.
Perchè il gatto si è ficcato nel microonde di Anubis?
non lo sa nessuno, è così che funziona la serie, si chiama apposta all’improvviso gli dei egizi.
Non puoi mai sapere da dove sbucherà fuori una divinità.

Bastet ha una personalità alquanto unica.
Si passa dalla pazzia totale alla calma più piatta.
Con lei in giro è difficile svolgere anche l’azione più banale.
Il povero Thoth lo sa bene, anche scrivere una semplice mail può diventare impossibile con un gatto che inizia a correre ovunque e a camminarti sulla tastiera.
(Se avete un gatto sapete che è vero)

Ad aggravare le cose, questa divinità ha la tendenza a distrarsi facilmente, l’azione più importante del mondo può venir magicamente abbandonata per il motivo più stupido e insensato.

P.S. Bastet è anche fan di Egystagram, una sorta di Instagram dell’antico Egitto, su cui posta foto regolarmente.
Peccato che la maggior parte siano sfocate visto che il gatto non si ferma neanche un secondo.

Addio Anubis, Thoth e Medjed è stato bello, ma ormai la vostra vita non tornerà più quella di prima.
Non vi liberete mai più di Bastet.

CONSIDERAZIONI
Bastet è forse anche più adorabile degli altri personaggi.
(Voi possessori di gatti avete mai avuto esperienze simili a quelle viste nella puntata?)
Non ho capito la cosa delle maracas, non so se mi sfugge qualche comportamento relativo a questa divinità o se semplicemente, sono messe lì perchè un gatto che suona le maracas fa sempre ridere.
Passando alla parte tecnica si conferma quanto detto nella prima puntata.
Le animazioni reggono bene e sono fluide, voi direte “eh ci mancherebbe che le animazioni non siano fluide, sono solo 5 minuti ad episodio” ma in realtà non è così scontata come cosa, di solito questi lavori sono fatti da studi molto piccoli e spesso al loro debutto nel mercato dell’animazione.
Quindi ok, ottima prova per ora, la serie è perfetta come defaticamento dalla noia della giornata.
P.S. Egystagram è super carino, mi iscrivo.

<–Episodio precedente | Episodio successivo–>

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Grazie per la lettura

(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

11 commenti

  1. Ho iniziato a guardare Oh suddenly etc. etc. e sono a Bastet.
    Le cose che tiene con le mani non sono maracas, ma due esemplari di sistro, uno strumento musicale giapponese – credo che avesse un valore sacro nelle cerimonie e a seconda dei modelli può ricordare la forma di un ankh.

    "Mi piace"

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