The Elusive Samurai: Manga cap3 Revenge 1333

(Qui trovate un approfondimento sulla serie)

INTRODUZIONE
Stiamo per cominciare il commento al terzo capitolo di The Elusive Samurai, uno dei nuovi manga shonen proposti dalla casa Shueisha e scritto da Yusei Matsui.
Prima la consueta intorduzione per chi di voi non conosce la serie.

Siamo nell’anno 1333, il Giappone è scossa da profondi cambiamenti all’assetto governativo.
Lo shogun è caduto e ora il potere sta assumendo un nuovo equilibrio.
Tokiyuki Hojo, figlio dell’ex Shogun è ormai un fuggiasco che lotta per sopravvivere.
Dopo aver assistito al tradimento e uccisione della sua famiglia, il piccolo può affidarsi solo ai suoi compagni e al suo innato potere, l’agilità.

Se vi state chiedendo “ma l’agilità non è un potere”, avete ragione, ma il nostro protagonista ha riflessi e velocità di gambe fuori dal comune.
Ogni attacco, che sia una spada, una lancia, una freccia, viene facilmente eluso

(Alla fine trovate il link per gli altri capitoli)

COMINCIAMO
Ci eravamo lasciati sul più bello, lo zio di Hojo, il demone dei dadi, è carico di perfidia e pronto a tutto pur di ottere ricchezza e fama.

L’uomo, anche se in apparenza potrebbe sembrare deboluccio e malandato, in realtà è un guerriero formidabile.
Un suo semplice gesto può far vibrare la sua katana talmente energicamente da affettare un albero come se fosse burro.

Il tentativo di imboscata è fallito miseramente e ora il gruppo di bambini è in balia dei fendenti di Godaiin.
Kojiro e Ayako sanno bene che Hojo non ha ancora le capacità per combattere si ritrovano schiacciati tra due fuochi.
Da una parte i continui attacchi del nemico, dall’altra l’impossibilità nel lasciare la posizione.

Anche se l’effettiva battaglia dura solo il tempo di qualche scambio di fendenti, a noi spettatori appare come se fosse durata ore.

La tensione è palpabile, il respiro si fa sempre più affannoso e le energie cominciano a scarseggiare.
I due piccoli combattenti le provano tutte per contrastare il demone, attacchi di lato, attacchi doppi frontali, attachi a sorpresa dall’alto, ma nulla sortisce l’effetto sperato.
Lo zio infernale è ancora li, vivo e vegeto, pronto a vendere la testa di suo nipote per qualche moneta d’oro.

Poi sopraggiunge Suwa.
Si mette a combattere e si rivela un genio del campo di battaglia?
Ma neanche per sogno!
Anzi, l’uomo ordina a Kojiro e Ayako di ritirarsi e di raggiungerlo al lato del campo.
Ormai è giunto il momento che Tokiyuki abbandoni il nido ed inizi a spiccare il volo.

L’elusività del ragazzo inizia a farsi sentire.
Niente può colpirlo, niente può deconcentrarlo e niente può fargli abbandonare il suo combattimento.
La destrezza del ragazzo è tale che anche il solo osservarlo è uno spettacolo.

Suwa e gli altri rimangono sconcertati e divertiti dall’attitudine del ragazzo per il campo di battaglia.
Un lord del genere potrebbe veramente riscrivere le sorti del regno.

Una volta ripresisi, Ayako e Kojiro partono nuovamente all’attacco.
Ora che hanno avuto la prova che Tokiyuki può badare a se stesso, i due bimbi combattenti decidono di fargli da supporto e incalzano il loro avversario in modo da metterlo in una posizione di svantaggio.
Quando il caro zio perde l’equilibrio e si ritrova esposto, l’agilità di Hojo torna nuovamente utile e il ragazzo porta il fendente decisivo.
Un taglio netto e preciso è tutto quello che serve per decapitare Godaiin e consegnare la vittoria al nostro gruppo di eroi.

CONSIDERAZIONI
Un po’ è successo quello che dicevo nel capitolo precedente, ovvero ti montano tutta sta cosa dello zio che è super potente, è il demone dei dadi e blablabla, poi muore nel giro di un capitolo ucciso da un bambino.
Ma ok, almeno l’autore si è contenuto e la cosa non è stata presentata male.

Mi piace sempre di più il “potere” dell’elusività, però al tempo stesso mi chiedo come il mangaka possa riuscire a gestirlo in maniera sensata.
Mi hai creato un personaggio che è impossibile da colpire ora come fai a fare le prossime battaglie?
Ogni volta mi fai che lui è così agile che nessuno riesce mai a colpirlo? rischia di diventare noiosissimo.
In più, ok che ora è debole sotto il lato dell’attacco ma immagino che entro breve il ragazzo si addestrerà e sbloccherà qualche nuovo potere che gli permetterà di infliggere danni anche senza l’aiuto dei suoi compagni.

Oppure magari il succo della questione è proprio qui, forse il mangaka ha in mente di far rimanere il protagonista deboluccio e rendere tutti i combattimenti degli sconti a gruppi.
La cosa sarebbe interessante, mi piacerebbe vedere Hojo che agisce come una specie di tank elusivo attirando l’attenzione del nemico mentre a fare i danni veri e propri sono i suoi compagni.
Mi incuriosisce l’idea.

Ma stiamo a vedere è presto per parlare, intanto voi che ne pensate? che teorie vi siete fatti in testa?
Fatemelo sapere con un commento qui sotto, intanto io vi do appuntamento a presto con il quarto capitolo.

<–Capitolo precedente | Capitolo successivo–>

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Grazie per la lettura

(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

8 commenti

  1. Potrebbe essere danneggiato con veleni e “attacchi ad area” (esplosioni, gas allucinogeni) senza contare che prima o poi salterà fuori qualcuno abbastanza rapido e coordinato da colpirlo – e lui non saprà come incassare.
    Oppure verrà rallentato o distratto da un ricatto o da altri elementi psicologici: il cibo che preferisce, la ragazza che gli piace, etc.
    A seconda del periodo, potrebbe esserci qualcuno armato di Tanegashima (uno dei primi fucili giapponesi) e quello sarà più rapido di una freccia, immagino, o salteranno fuori arcieri capaci di usare frecce a effetto e porcate simili, in fondo è uno shonen.
    Non escluderei nemmeno la comparsa di veri e propri maghi, anche se dai riassunti sembra emergere un mondo non di quel genere.

    A ogni modo, in molti shonen capita che il personaggio protagonista sia dotato di una qualità estremizzata sin dall’inizio, ma che entro i primi tre volumi quella dote non basti più: se sei forte, troverai uno più resistente e viceversa, se sei veloce, uno più veloce e così via.
    Ma è anche possibile che la serie, semplicemente, si mantenga breve e il problema di riempire 40 volumi con quest’idea non si ponga.

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    • Non lo so, mi basta che non diventi la classica jumpata piena di power up.

      In più spero che il mangaka riesca a creare un contesto credibile.
      Alla fine stiamo pur sempre parlando di ragazzini di 10/12 anni che devono guidare una campagna militare per modificare l’assetto politico del Giappone.
      Se non viene strutturato bene può diventare ridicolmente inverosimile.

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      • Anche io cerco qualcosa di più profondo rispetto allo shonen medio (sarà che non sono “shonen” da più di vent’anni XD ) e ormai da molti anni ho problemi col modo in cui vengono sviluppati i “grandi titoli” avventurosi – gli shonen manga che non siano uno spreco di tempo di lettura, ormai, li considero molto rari.

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      • ah bene pensavo di essere rimasto l’unico a pensarla così xD

        Ogni volta che esce un nuovo shonen la gente impazzisce e poi ci sono io che dico “si ok è carino, ma non è niente di che, somiglia ad altri 700 manga”

        mi sentivo un po’ come se fossi io quello strano perchè molti shonen mi sembrano una perdita di tempo.

        Piace a 1 persona

      • Certi andazzi shonen non mi piacevano nemmeno da ragazzino, son sempre stato un caso a parte, ma c’è poco da fare, col passare degli anni è anche normale che alcuni aspetti non attraggano molto, e spesso sono aspetti centrali degli shonen 😛

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      • ah quello sicuro, molte serie riesci a godertele solo da ragazzo, perché appunto sei un ragazzo e ti sembra tutto nuovo.

        Però ti dirò, ogni tanto esce fuori quello shonen divertente che ti fa passare il tempo anche se sei adulto.

        Il vero problema è schivare tutta quella marea infinita di storie che partono bene ma poi diventano un ammasso di stereotipi.

        Ma vabbè io sono fiducioso, sono sicuro che finito questo periodo di moda per tutto ciò che è giapponese, si tornerà a fare storie più incentrate sulla trama che sulla spettacolarità visiva.

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