DOGEZA I Tried Asking While Kowtowing: Anime ep4 Murakami Sanami

INTRODUZIONE
Eccoci nuovamente qui con lui, il re, l’unica serie sulla Terra dove il “””plot””” è realmente la sola cosa su cui gli sviluppatori si sono concentrati, ecco a voi: DOGEZA.

Se non sapere di cosa stiamo parlando, (oltre a dover volare a fine articolo per trovare il link agli altri episodi così da mettevi subito in pari con la nostra mistica serie di commenti) vi faccio una breve introduzione.
La serie ad opera del mangaka Kazuki Funatsu, è una commedia demenziale in prima persona che segue le “dis-avventure” di un ragazzo che sfruttando il Dogeza, (una tipica forma di inchino, presente in diverse parti del mondo, ma che in Giappone viene spesso usata per supplicare qualcuno) cerca di ammaliare diverse ragazze.
La cosa sulla carta è pensata come una parodia degli stereotipi che vediamo abitualmente negli anime.
Prende in giro i vari tipi di caratteri usati normalmente per caratterizzare le ragazze e anche le varie situazioni ed ambientazioni delle serie scolastiche o romantiche.
(Più avanti ci sarà anche un’intera saga che prende in giro gli isekai)
Il tutto sotto forma di cortometraggi di poco più di 2 minuti l’uno.
Alla regia abbiamo il buon Shinpei Nagai, mentre alle animazioni, lo Studio Adonero.

(Alla fine trovate il link agli altri episodi)

COMINCIAMO
Oggi ci troviamo in biBBlioteca, bibGLIoteca, insomma il posto con i libri.
Un luogo associato alla cultura, alla crescita persona e allo studio.
Negli anime scolastici però, questo luogo è anche associato all’incontro romantico tra due innamorati.
(In realtà, arrivati a questo punto sono uscite talmente tante serie scolastiche che praticamente ogni stanza delle scuole è stata teatro di incontri tra innamorati, forse manca solo lo sgabuzzino della palestra)

Oggi la protagonista è Murakami Sanami, ragazza dai capelli blu raccolti in una lunga treccia ed occhiali.
Il classico tipino che da l’impressione di essere un topo di biblioteca.
(Negli anime, è molto comune, soprattutto negli shojo, che personaggi con capelli blu scuro, abbiano un carattere calmo, composto e a volte timido, spesso sono anche figure molto intelligenti ed associate al mondo dello studio)

Il nostro protagonista Doge, vuole a tutti i costi fare colpo su di lei.
Quindi proverà a portarla fuori e magari avvicinarsi al suo cuore cercando di condividere le passione della ragazza, così da creare un legame ?
MA CERTO CHE NO!
Il piano è sempre lo stesso, inginocchiarsi ed umiliarsi a più non posso fino a che, presa dalla compassione e dalla pietà, la ragazza si lasci convincere.

In realtà, se proprio dobbiamo essere sinceri, inizialmente il ragazzo si mostra interessato al mondo della letteratura e intavola una conversazione su “Il mio nome è Aram” e “Romeo e Giulietta”.
Arriva anche al punto di essere lui stesso a creare qualche verso poetico per omaggiare la sua interlocutrice.
Fantastico no?
Eh invece non proprio, perchè dopo un paio di parole, la sua attenzione viene catturata dal seno della ragazza e i versi poetici si trasformano in una forma di apprezzamento per la rotondità del davanzale di Sanami.

Quindi, la letteratura lascia implacabilmente spazio alla supplica vera e propria.
Serve a poco il linguaggio aulico che prova ad ingentilire la cosa, l’obiettivo di Doge è più che chiaro.
Eccolo che si inginocchia e si parte.
La supplica mista a poesia sulle tette continua per un po’.
Sfruttando la sua apparente stupidità, il protagonista riesce a far in modo che sia la ragazza stessa a uscire il seno.
Viste la generosità del davanzale, piegandosi troppo sulla schiena, la camicetta si Sunami non regge alla pressione eccessiva è i bottoni finiscono per partire da soli.
Questo lascia tutto in bella vista.
(Anche il reggiseno si apre magicamente, non chiedetemi perchè e quale sia la fisica dietro la cosa, so solo che a quanto pare portano tutte l’allacciatura sul davanti, sarà la moda)

CONSIDERAZIONI
Anche qui il cringe ha avuto la meglio e l’ambiguità l’ha fatta da sovrano.
Le
animazioni sono sempre di buon livello per un prodotto del genere basato sull’uso dei cortometraggi, anche se bisogna dire che i personaggi sono praticamente fermi e quindi l’unica cosa che è realmente animata è il viso della ragazza.

Nella puntata, viene citato, “Il mio nome è Aram” (in originale, “My Name Is Aram“) dello scrittore William Saroyan.
Si tratta di un libro del 1940 composto da diversi racconti che seguono le vicende del giovane ragazzo di nome Aram Garoghlanian, e della sua famiglia.
Ancora oggi viene considerato un grande esempio letteratura per ragazzi e alcune scuole americane lo usano come testo di studio.

Dopo i titoli di coda invece, oltre all’immagine della ragazza, viene citato Haruki Murakami, uno degli scrittori giapponesi contemporanei più apprezzati.
Probabilmente avrete sentito parlare del suo libro “Norwegian Wood”.

(Probabilmente è proprio da questo autore che deriva il nome scelto per la ragazza)

Se ve ne siete dimenticati, vi ricordo che anche se non sembra, la serie è un seinen.
Magari qualcuno di voi si chiederà perchè una cosa così fanservice e stupida non sia classificata come shonen, dovete sapere che non per forza le classificazioni delle età negli anime indicano la maturità di una serie.
(Anzi, ultimamente l’età si sta abbassando molto velocemente e anche diversi seinen stanno iniziando a trasformarsi in serie per ragazzi più giovani)
Anche se tendenzialmente questi manga sono pensati come storie per adulti, possono anche essere aggiunte in questa categoria tutte le serie con temi o comportamenti eccessivi.
In questo caso, DOGEZA è classificata come seinen non per i temi adulti della trama, ma unicamente per la natura molto esplicita e sessuale che non la rende adatta ad un pubblico molto giovane.

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(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

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